martedì 5 giugno 2007

ALPAGO POSTI DA VEDERE


Segnalaci una tua escursione in Alpago

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Monte Pizzoc (mt 1565)Vi si giunge percorrendo la statale 422 dal Cansiglio con accesso da Vittorio Veneto passando per Fregona, attraverso il valico di Crosetta proseguendo per il Pian Cansiglio.Oppure arrivando da Spert d´Alpago sempre in direzione Pian Cansiglio.
Posto piú unico che raro dove il panorama e´ qualcosa di particolare.
Particolarmente adatto per paseggiate e piccoli (picnic) con la famiglia.
Ne vale veramente la pena passarci per giudicare.

Anonimo ha detto...

Per gli appassionati della fotografia consiglio come posto ottimale in Alpago la zona di " MALOLT " posta al centro della conca Alpagota.Una vera e propria terrazza naturale che si affaccia sulla Valturcana.
Da qui e possibile scattare una completa panoramica 360 gradi dell´Alpago.

Anonimo ha detto...

Villaggio CIMBRO in Cansiglio.
Cimbri del Cansiglio appartengono alla leggendaria tribù di guerrieri formatasi circa 6 mila anni fa sulle rive del Mar Nero. In seguito ai frequenti disturbi dei vicini piú progrediti Medi, avrebbe poi abbandonato la terra dei padri e, risalendo il corso del Danubio, si sarebbe spo­stata verso il Nord deII‘Europa, fissando la nuova dimora nella Danimarca.

Anonimo ha detto...

MONTE DOLADA 10 minuti difficoltá´nessuna

Dalla Statale 51 di Alemagna in località La Secca si sale a Pieve d'Alpago (m. 691). Proseguendo per Plois (m. 888), si oltrepassa il Rifugio Carota (m.1002) e si continua su strade asfaltate, sino ad arrivare in prossimità del rifugio Dolada (ora Dolomieu), che si trova sul versante meridionale della dorsale Monte Dolada - Col Mat. Qui si può sostare su un ampio parcheggio. Si percorre una stradina accessibile con ogni tipo di carrozzina, con fondo in ghiaia, lunga circa 400 metri, di pendenza pressochè pianeggiante. Dopo circa 50 metri dal rifugio si giunge allo spiazzo predisposto per la partenza dei deltaplani, sede di gare internazionali. Il luogo costituisce un vero e proprio balcone sulla vallata dell'Alpago, ove si domina il Lago di Santa Croce e la Valbelluna con la fronte meridionale delle Dolomiti e la vista sul grande bosco del Cansiglio. Osservando la cresta rocciosa dal Dolada al Col Mat è possibile vedere la poiana, il gheppio, lo sparviere e, a volte, anche l'aquila. Tra la vegetazione è possibile ammirare il giglio rosso, le campanule, le genziane e le orchidee spontanee.

Anonimo ha detto...

PUOS ALPAGO le VALDE:
Tempo di percorrenza: 30 minuti
Difficoltà: nessuna, passeggiata percorribile da qualsiasi carrozzina.
Dal bivio di La Secca sulla statale 51 di Alemagna si raggiunge l'abitato di Puos d'Alpago. Dalla piazza con parcheggio di fronte alla chiesa si prosegue lungo il torrente Valda. Dopo 200 metri si abbandona la strada comunale per immettersi nell'itinerario lungo la sponda sinistra del torrente e si prosegue fino ad arrivare ad uno spiazzo ove è installata una tettoia con panche e barbecue. Lungo il torrente in stagione di ripopolamento è possibile esercitare la pesca. Si possono ammirare il fior di stecco, il ranuncolo, il botton d'oro, i ciclamini e, per quanto riguarda la fauna, i passeriformi, la volpe ed il tasso.

Anonimo ha detto...

RIFUGIO CAROTA (m. 1002)
VENAL (m. 1049) - PIAZZE (m. 953)
Tempo di percorrenza: 4 ore (andata e ritorno). Lunghezza m. 4500.Difficoltà: necessaria la presenza di un accompagnatore.Dalla Statale 51 di Alemagna in località La Secca, si raggiungono Pieve d'Alpago e Plois, quindi si oltrepassa il rifugio Carota e si sosta sull'ampio parcheggio. Si procede verso il rifugio Dolada lasciando la strada principale sulla destra, dopo circa 50 metri, procedendo poi per una secondaria dal fondo stradale vario; il primo tratto risulta asfaltato mentre i seguenti sono in ghiaia con la presenza, in qualche occasione, di grosse pietre. La pendenza è in media inferiore all' 8% con tratti non superiori a 50 metri con pendenza del 10%.

Il percorso attraversa spazi coperti da vegetazione di conifere e faggete ricche di funghi. Lungo il percorso si trova una tettoia con panche e barbecue per il ristoro.

Dopo circa 3.000 metri si attraversa la valle del Venal dove, ai piedi del Col Nudo e del Teverone, si trovano le prese degli acquedotti che forniscono l'acqua ai paesi dell'Alpago e di Ponte nelle Alpi e alla zona del Nevegal.

Procedendo per altri 1.500 metri si giunge in località Piazze, luogo ricercato per la posizione paesaggistica e la tranquillità. Il sentiero può essere impegnativo, ma osservando il panorama sempre diverso e che riserva interessanti sorprese, ci si può imbattere nel capriolo e, con un po' di fortuna, anche nel cervo. Tra le piante si possono ammirare la saponaria rossa, alcune varietà di genziana, il verbasco nero.

Anonimo ha detto...

Lastra di S. Croce (m. 400)
Tempo di percorrenza: zona di sosta per la pesca o per l'esposizione al sole
Difficoltà: nessuna, dal parcheggio è facile accedere all'area ´.Dal Km. 25,900 della Statale 51 di Alemagna, in prossimità dell'abitato di Santa Croce, per strada asfaltata si raggiunge la località di Lastra con area attrezzata antistante il Lago di S. Croce. Il lago ed il territorio limitrofo offrono un paesaggio bellissimo e costituiscono una delle principali risorse turistiche dell'Alpago. La vicinanza alla Sella del Fadalto assicura una brezza costante che spira da sud dalla tarda mattinata fino al pomeriggio inoltrato. In pochi anni il lago è diventato un paradiso per derive a vela e windsurf. Durante il tardo autunno il lago diventa luogo di sosta di parecchi uccelli migratori: il più comune è il germano reale che si concentra in grosse quantità. E' facile poi osservare il nibbio bruno, l'alborella e la poiana, mentre le acque sono popolate da numerose specie ittiche come il pesce persico reale, trote, carpe e lucci. La vegetazione presenta soprattutto salici ed ontani. Nell'area è presente un servizio igienico attrezzato. Per una sosta più prolungata può essere di ristoro un barbecue.

Anonimo ha detto...

Spert (m. 907) - Tomas (m. 808)
Tempo di percorrenza: 2 ore (andata e ritorno)Difficoltà: nessuna
La partenza ed il parcheggio sono ubicati nella frazione di Spert in Comune di Farra d'Alpago, di fronte alla Chiesa parrocchiale. Vi si accede dalla strada che proviene da Vittorio Veneto attraverso il bosco del Cansiglio, oppure dal bivio in località La Secca per chi proviene dal bellunese. Lungo la strada si può ammirare un contesto naturalistico che spazia dalla foresta del Cansiglio alle vette che circondano la conca dell'Alpago. Non è raro imbattersi nel capriolo, nella lepre, in fagiani, poiane, tordi, merli ed altre specie animali. Ricca la flora tipica delle zone alpine: abete, faggio e piante da frutto. Troviamo anche il giglio, la genziana e l'erica. Il percorso termina ai margini della vallata, autentico balcone di osservazione immerso nella tranquillità, dove si trova una tettoia che ripara dal sole.

Anonimo ha detto...

Pianture - Runal (m.670)
Da Farra d'Alpago si abbandona la strada statale per proseguire per Pianture. Dopo circa un chilometro si lascia la strada comunale in prossimità di un bivio con piccolo parcheggio, iniziando l'itinerario che volge verso sinistra. Si attraversa una zona boscosa di faggi e conifere con panorama sulla piana del lago di Santa Croce e delle Paludi; alla fine si giunge in uno spiazzo con tettoia e panche con barbecue. Ci si trova a 350 metri dalla chiesa della Madonna del Runal. Questa zona, ideale per la vita del capriolo, della volpe e della lepre, è interessata anche dal passaggio dei cervi e di numerose specie di uccelli migratori come la beccaccia, il tordo sassello e la cesena. Nel bosco troviamo orchidee e ciclamini. Dal parcheggio, proseguendo in macchina sulla stessa strada si può arrivare alla chiesa di S. Anna (m. 1186) ed al Rifugio Casera Mezzo Miglio (m. 1291) da dove si domina tutta la conca dell'Alpago, punteggiata dai piccoli paesi e campanili, della rive del lago di S. Croce fino agli alpeggi più elevati. Più in là si distendono le imponenti pareti del Gruppo dello Schiara, con l'inconfondibile Gusela e il Pelf, mentre più ad ovest vi sono i declivi del Visentin.